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E-mail di ringraziamento
di P. Gianfranco Lovera da Haiti
Rispondo con tanto ritardo ai due messaggi.
Chiedo scusa.....
Mi avete commosso/si,
GRAZIE!!!!
Perdonate anche per non avere il tempo di donare piu notizie.
Viviamo una tragedia immane. Tutto cio che consegnerete
a Padre Antonio è certo che arriverà a destinazione.
I confratelli di Torino sono molto precisi e attenti.
Un abraccio riconoscente con preghiera.
Padre Gianfranco Lovera (6 febbraio 2010, Haiti)
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E-mail
di ringraziamento di P. Antonio Menegon da Torino
Carissimi,
grazie per il vostro contributo
di medicinali e alimentari che avete raccolto a favore
della nostra Missione di Haiti. In questi giorni abbiamo
sentito forte una comunione di animi e di spirito e una
grande partecipazione alla tragedia che ha colpito questo
già martoriato Paese.
Sono importanti le risorse economiche e gli aiuti di vario
genere, ma è ancor più vitale che questa povera gente
senta il mondo vicino, le persone partecipi al loro dolore,
un sentimento di appartenenza ad un’unica umanità unita
dalla sofferenza e dalla forza di riscatto. Invito tutti
alla preghiera, perché questa povera e disperata gente
possa risollevarsi, rimettersi in piedi e continuare a
vivere nonostante tutto. Dov’era Dio martedì pomeriggio
12 gennaio alle ore 16,30 quando ad Haiti la terra tremava?
Sono forse figli di un Dio minore? Perché sempre tutto
e il peggio sulla testa dei poveri? Non bastavano la miseria,
i cicloni, le inondazioni puntuali come la morte ogni
anno? Perché Dio non sembra ascoltare il grido di questi
disperati?
È facile e naturale cadere in questa tentazione, è giusto
porci queste domande e protestare anche nei confronti
di Dio, ma credo che se da una parte la natura e il mondo
fanno il loro corso, dall’altra non c’è un Dio cattivo
o indifferente e, nonostante i fatti urlino questa assenza,
continuo a credere che Dio è ad Haiti, si sta aggirando
tra le macerie, è presente nella vita di questo popolo
martoriato e saprà ricavare da questa immane tragedia
una possibilità di bene per il futuro di questo paese.
Per questo, lo ripeto, preghiamo, non perdiamo la fede,
facciamoci strumenti attenti e premurosi di questa presenza
di Dio. Ho parlato al telefono ai nostri missionari e
ho detto loro della forte partecipazione di tutte le Parrocchie,
delle Istituzioni e di tanti cittadini di Torino; trasmetto
a tutti voi il loro ringraziamento, la loro riconoscenza
per gli aiuti, per l’affetto e la vicinanza.
Tutte le offerte ricevute saranno inviate ad Haiti e serviranno
per gli interventi immediati, per la ricostruzione e per
progetti di soccorso alle famiglie, alle persone, ai bambini.
Un cordiale saluto.
P. Antonio Menegon (5 febbraio 2010, Torino)
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